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Brevetti

Sebbene si pensi spesso ad una procedura dell’epoca industriale, la brevettazione delle invenzioni ha origini molto antiche.
 
I primi brevetti dell'epoca moderna risalgono al 1421, rilasciato a Filippo Brunelleschi dalla Signoria di Firenze,  ed al 1449, rilasciato a John von Uthynahm dalla Corona inglese.
La prima legge brevetti al mondo venne emanata nel 1474 dalla Repubblica di Venezia e conteneva già tutta una serie di principi giuridici presenti, in ampia misura, nelle legislazioni moderne.
 
La prima Legge italiana in materia brevettuale è del 1859 ed è seguita a circa quarant'anni di distanza dalla Legge 1127 del 29 giugno 1939, seguita da tutta una serie di modifiche ed integrazioni e recentemente sostituita dal Codice dei Diritti di Proprietà Industriale (Decreto Legislativo 10 febbraio 2005, n.30).
 
Inoltre, la Convenzione di Parigi del 1883 stabilisce che gli Stati membri (quasi tutti gli stati del mondo) riconoscono reciprocamente i diritti di proprietà industriale.
Secondo la Convenzione, quando si effettua un primo deposito di domanda di brevetto in un qualsiasi Stato (ad esempio l’Italia), si hanno 12 mesi per “estendere” la domanda in qualsiasi altro stato o gruppo di stati. Per “estensione” si intende il deposito locale che rivendichi la data del primo deposito nazionale come data originale rispetto alla quale esaminare l’invenzione.
 
L’importanza della brevettazione delle invenzioni è cresciuta nel tempo ed è nota in generale, ma non sempre adeguatamente illustrata. Il brevetto può essere usato, tra l’altro, come:
 
  • titolo di monopolio: per impedire ad altri di produrre lo stesso manufatto od eseguire lo stesso procedimento;
  • licenza d’uso: ottenere guadagni economici attraverso le royalties conseguenti ad una licenza d’uso del brevetto, con la possibilità di scegliere i licenziatari e quindi regolare il mercato;
  • asset aziendale: proprio per la sua natura monopolistica, il brevetto può essere incluso negli asset aziendali ed addirittura incluso in bilancio, previa adeguata valutazione economica, con indiscussi vantaggi fiscali;
  • documento tecnico per la contrattualistica: il contenuto tecnico del brevetto, per la forma stessa che riceve nel brevetto e per il fatto di essere un documento depositato e successivamente pubblicato, può essere un validissimo ausilio per la contrattazione tra le aziende, che si possono riferire ad esso nei contratti più importanti.
 
Le possibilità odierne di protezione dei trovati industriali sono molteplici, sia come possibilità territoriali (Italia, Europa, Internazionale, Singoli Stati Esteri), sia per durata e tipologia.